Etna: La colata lavica
(I Mitici supereroi)
E’ da ieri che ci penso e ci ripenso. Da quanto tempo non esco con i miei amici a fare foto? Da tanto, veramente tanto tanto, ma tanto tempo. E finalmente, quasi per caso, ci siamo organizzati e siamo riusciti a fare questa così tanto attesa uscita. Volere è Potere.
L’attesa
A casa il tempo non passava mai ed era perfettamente inutile controllare e ricontrollare ripetutamente l’attrezzatura : era tutto a posto. Le batterie entrambe caricate al massimo, il 70-300 pulito, il “Dodici” pulito e montato, torcia, pile, filtri, treppiedi … cosa mi manca, nulla. Proprio tutto a posto. Erano semplicemente le 14:30 e mancavano un’ora e cinquanta minuti all’appuntamento con Mario ed Alessandro. Preparo i pantaloncini, maglietta, calzettoni e scarponi da mettere per l’uscita, sistemo il cambio di vestiti che debbo portare a lavoro per il turno di notte, faccio una doccia, porto giù l’attrezzatura in macchina e sono le 16:15. Ok si parte, pazienza, un pò in anticipo, ma Mario capirà, sono troppo ansioso di uscire a fare foto. Mi reco da Mario, lo faccio scendere ed ecco presentarsi un gran simpaticone, genuino, molto disponibile, Canonista e, soprattutto udite udite, un Linuxiano Ubuntista. Ci avviamo da Alessandro e, vedo come una visione, un miraggio: il mio caro amico, finalmente, un pò accaldato per i 35 gradi, ma anche lui con lo zaino in spalla pronto a scattare foto. Ci avviamo all’appuntamento dal grande Francesco.
L’appuntamento
Ci rechiamo a Piano Tremestieri, dova abita Francesco e lo facciamo scendere. Trasferiamo tutta l’attrezzatura nella sua macchina, posteggio la mia auto sotto casa sua, Francesco monta il navigatore e ci avviamo tutti insieme all’appuntamento con gli altri ragazzi. Francesco ha la solita guida frizzante, ma molto meno frizzante dell’ultima gita fatta al Lago Sartori.
Dei nuvoloni proprio sopra l’Etna, minacciano il nostro magico pomeriggio, ma io lo so che non accadrà l’irreparabile. Non mi scoraggio per così poco, le nuvole non faranno altro che dare maggiore drammaticità ai nostri scatti e andrà sicuramente meglio. Detto questo, improvvisamente le nuvole, sembrano allontanarsi, come per farmi un altro gran dispetto. Vabbè, comunque sia, a prescindere dalle condizioni metereologiche, l’importante è fare foto. A Zafferana incontriamo Giovanni che ci avrebbe dovuto guidare al posto dove avremmo lasciato le auto e avremmo proseguito a piedi. La “mappa”, per me illeggibile, indica Caselle. Ma dov’è? Booo, per me è la prima volta che ci vado. Arriviamo al probabile punto X e parcheggiamo le auto. Ed eccoci tutti insieme, zaino in spalla, ci presentiamo: I nuovi ragazzi quindi sono Giovanni, Giorgio, Claudia e … il Sindaco (booo non ricordo bene il nome, ma Giovanni e Giorgio lo chiamavano sempre così ed io lo prendo per buono). Cominciamo a camminare verso il sentiero, ma la strada improvvisamente finisce. Giovanni pensa di aver sbagliato traversa e quindi si ritorna alle macchine, si riposa il tutto e si torna alla traversa giusta. Questa volta non si sbaglia: siamo pronti a scattare.
Il Sentiero: parte prima

Un bel sentiero di Basolato ci guida per un lungo tratto, verso la nostra destinazione finale: La colata Lavica. Il caldo, l’umidità e le zanzare non ci scoraggiano. Proseguiamo imperterriti verso la nostra meta e ci fermiamo solo per fare giusto qualche foto al magnifico sentiero che ci trovavamo davanti. La natura giocosa e dura come la pietra lavica, dava vita a colori Verdi-Giallo-Rosso-Nero che trasmettevano serenità e calore. Il Sole cominciava a scendere giù verso il nostro caro vulcano: Il tramonto si avvicina sempre più e ancora mancava davvero tanta strada da percorrere. Il sudore e il caldo, nonostante l’aria più frizzante, erano davvero insopportabili. Penso di avere dato il peggio di me, non credo di aver mai sudato così tanto. 
La strada si articola in curve più o meno ripide e spesso rese scivolose da pietre e terriccio. Arriviamo ad un primo cancello e poi ad un secondo e proseguiamo sempre dritto. Finalmente una sosta ad un gran bel rifugio. Davvero bello il posto. Certo sarebbe bello portarci Daniela e i bambini, ma … adesso non credo possa essere possibile: col pancione che si ritrova mia moglie a pochissime settimane dal parto, non credo che possa mai farcela. Comunque torniamo a noi.
Al rifugio incontriamo degli scouts che ci indicano la strada da percorrere per vedere al meglio la colata. Ci avviamo e questa volta in un’unica tirata verso la destinazione finale. Il sentiero si fa sempre più ripido e difficile e “La Valle del Bove” era ancora lontana. Decidiamo quindi di fermarci in uno spiazzo dove l’Etna era bellissima e la colata si vedeva di un rosso ancora troppo flebile, ma che prometteva in condizioni di buio colori spettacolari. Avremmo solo dovuto aspettare il buio per apprezzare al meglio le meraviglie del nostro Vulcano.
La colata lavica
Tutto era pronto, treppiedi montato a livella e Obiettivo 12-24 montato nella macchina. Nell’attesa che il Sole ci salutasse definitivamente a cedesse il posto al rosso fuoco della colata, io mi sono permesso di effettuare gli scatti a tutta la combricola degli Otto, uno per uno, con il mitico 12-24. Questa volta non il classico scatto da ritratto perfettino e regolare, ma con un semplice deformato esaltato in primo piano sul volto e rimpicciolito sul corpo e sui piedi. L’effetto è stato strabiliante e ci siamo divertiti un mondo a fare anche le smorfie più strane. Claudia, l’unica dotata di Reflex Nikon, era anche l’unica a non possedere il treppiedi per fare scatti in condizioni di buio serale. Ho prestato loro il mio treppiedi, ovviamente riaccorciato un pò per misure più umane. Claudia e Giorgio si sono divertiti un sacco a scattare a diaframmi molto chiusi e tempi lunghi, per cogliere i colori oramai tendenti al nero degli alberi presenti nell’inquadratura e il rosso fuoco della colata. Il buio scende e la colata si accende in punti che prima non erano visibili. Sembra che il rosso fuoco prenda seriamente il sopravvento e mi dica: << Dai è arrivato il momento di fare lo scatto della giornata >>.
Monto la macchina sul treppiedi e regolo l’apertura su F/8, ovviamente ISO 100 e un tempo di 22 secondi. Abilito il blocco dello specchio e la riduzione del rumore per le lunghe esposizioni. Imposto infine in autoscatto ed infine, con il telecomando ad infrarossi, effettuo lo scatto. Tre foto fatte a focali e composizioni leggermente diverse, ma più o meno con le stesse identiche regolazioni citate prima. Tre minuti per fare gli scatti della giornata. Tre soli miseri e insignificanti minuti.
Il Sentiero: parte seconda
Il buio ormai era sceso inesorabile e noi, smontati i treppiedi, posate le macchine fotografiche nelle borse, ci siamo incamminati per tornare alle auto. Fortunatamente ero stato l’unico a pensare di portare una piccola torcia a pile: poca luce, ma meglio di niente. La discesa è stata meno faticosa della salita, ma le mie gambe, ma soprattutto le mie ginocchia, non ne volevano sentire più di camminare. E pensare che avevo ancora davanti a me, una nottata da passare a lavoro. Il cielo sempre più buio, con qualche stella sempre più visibile, era invitante: sarebbe stato bello stare lì a dormire per la notte, in quel bel rifugio o magari in tenda, alzarsi poco prima dell’alba e fare giusto qualche foto mattutina. Ma tutto questo non era possibile. Arriviamo alle macchine e in pochissimo tempo, ci salutiamo, con la promessa di rivederci per qualche altro raduno e di corsa via, in direzione Catania.
Si torna a “casa”: resoconto
Giusto il tratto di strada da Zafferana a Piano Tremestieri, salutiamo il grande Francesco e nuovamente con la mia macchina verso “casa/lavoro”. Accompagno Alessandro ed infine Mario, mi dirigo verso l’ST e penso al magnifico pomeriggio e serata che ho trascorso con tutti i ragazzi. Ho l’intenzione di non perdere più una sola occasione di uscire in comitiva: la fotografia è la mia vera ed unica passione. Le foto della giornata le potete vedere benissimo qui di seguito.
A chi è interessato posso fornire via FTP i file in RAW di tutte le foto scattate.
A presto
Francesco
Filed under: fotografia, paesaggi, raduni on giugno 29th, 2008












Mottale. Abbiamo passato davvero un bel pomeriggio nonostante umido ed insetti, ed anche io, che di macchina fotografica ero sprovvisto, mi sono divertito parecchio. Tante risate e tante cose nuove! GRAZIE A TUTTI DI QUESTA ESPERIENZA FANTASTICA!!!!
STAY CANON!!!
Grande Francesco…
e’ stata davvero un’uscita molto diversa dalle solite…direi piu’ Adventure…ormai possiamo andare ovunque…prossima tappa Everest?
Alessandro
Francesco …che dire… sei stato un fulmine a selezionare, publicare le foto e redarre il racconto… Complimenti ottimi scatti e il racconto rispecchia perfettamente le emozioni di questa giornata indimenticabile!
!!!
Volevo ringraziare tutti per questa giornata fantastica, con alcuni di voi e’ stata la prima uscita fotografica …spero di farne tante con questo gruppo. Siete stati puntuali, disponibili e non mi avete ucciso quando ho sbagliato strada
Keep in touch
Giovanni
Salve ragazzi,
mi sono divertito tantissimo anch’io. Si può rifare, ma come ben sapete, da adesso fine a un paio di settimane, mi riesce un pò difficile uscire a fare foto in posti troppo lontani. Mia moglie partorirà fra non molto ed io DEVO essere presente.
Se volete e, soprattutto, se ve la sentite, una mattina di queste andrò a fotografare l’alba alla plaia di catania o addirittura pensavo al lungomare di Aci Trezza. Ovviamente dovete ricordare che le prime luci dell’alba cominciano intorno alle 05:10 circa. Quindi bisogna essere lì almeno dieci minuti o un quarto d’ora prima, montare l’attrezzatura ed aspettare la luce migliore. Io conto di alzarmi intorno alle 04:00 ed essere sul posto alle 05:00.
Fatemi sapere se vi va.
Ciao
Francesco
Au carusi belli fotu…je bellu situ.
Francesco, scusami, anche se non ci conosciamo mi daresti il permesso per utilizzare la prima foto come copertina per un cd? Grazie in anticipo.
P.s. sono un amico di Giorgio e Giovanni
Tutto questo ha dell’incredibile. Non avrei mai immaginato che a tempo record il grande Francesco publicasse l’articolo con a seguito le foto. Mi sono divertito molto. E’ stata un’avventura. Mi auguro che avremo altre occasioni per organizzare escursioni del genere.
Un saluto a tutti.
P.S.
NON E’ FANTASTICO TUTTO CIO’ !?!?!?!?!
Ciao Valentino,
Per me problemi non ce ne sono, anzi puoi farne l’uso che vuoi (sei autorizzato da me a farne un uso anche commerciale), l’importante è che rispetti gli altri due punti descritti dalla licenza CC-(BY-NC-SA) da cui è tutelata. In ogni caso l’unica cosa che ti chiedo è di specificarne la fonte e l’autore, come appunto descritto sia nella barra di destra, che al seguente indirizzo http://www.osandphoto.org/info/ e nelle specifiche della licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/deed.it
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Ps: Ma il CD di quale gruppo o cantante? Si potrebbe avere/comprare/reperire in qualche modo? (ovviamente compreso di copertina).
Fammi sapere
Ciao
Francesco
Ciao Mario,
grazie 1000 per la visita. Ceeeerrrrrto che si ri fa. Io mi sento ancora tutto rotto dalla bella scarpinata che abbiamo fatto, ma sono contento di averla fatta.
Ti son piaciute le foto?
Comunque sono curioso di vedere tutte le vostre foto, ma proprio tutte, anche quelle fatte con il super-cellulare-quasi-reflex di quel pazzo di Giovanni.
A presto
Francesco
Ciao Francesco,
ed infine, ritardatario come sempre, ci sono anch’io a commentare su questo Blog!!
Ho avuto qualche problemino con il mio HardDisk e quindi ho dovuto rimettere in sesto il Mac prima di poter vedere, selezionare e postprodurre qualche foto.
Qualcuna la trovate già su FlickR utente: iultimo, oppure potete accedervi direttamente dal mio sito: http://www.corsarofrancesco.it.
Ciccio complimenti per le tue foto, e per la descrizione della giornata sempre curata nei minimi particolari.
Stavo valutando la possbilità di fare un Tour fotografico a Lentini, appena ho un pò di tempo preparo il programma e ve lo invio, così lo potrete valutare.
Ciao,
Francesco.
Ciao ragazzi, complimenti per la vostra impresa! Ed anche per le foto, veramente suggestive!
Volevo chiedervi qualche dettaglio sul percorso che avete fatto…cioè se ha un nome l’itinerario, dato che ho intenzione di farlo con qualche amico!
aspetto vostra risposta,
Alessandro!
Ciao Alessandro,
scusa se ho risposto solo oggi, ma non ho avuto molto tempo per stare sul blog in questi giorni.
Mi fa piacere che ti siano piaciute le foto. Se tu e i tuoi amici volete vivere la nostra stessa esperienza, mandami un’email al mio indirizzo di posta francesco.nicosia@osandphoto.org e sarò felice di risponderti privatamente, inviandoti la mappa che abbiamo utilizzato e qualche indicazione in più per arrivarci senza problemi.
Ciao
Francesco