Manfrotto 055XPROB: prova sul campo
Oggi, finalmente, sono riuscito a fare qualche scatto dopo il turno notturno di lavoro. Alle 06:00 entro in macchina, esco dal parcheggio e mi dirigo verso la Plaia, spiaggia libera numero 3. Mi incammino a piedi verso la riva e sento entrare nelle scarpe, chili e chili di sabbia. Che sensazione strana, ma se devo dire la verità molto piacevole. La spiaggia è visibilmente sporca e in lontananza si possono vedere pochissime persone, che come me, si preparano ad immortalare con le loro macchine fotografiche l’alba del nuovo giorno. Si scorge all’orizzonte il cielo rosso tipico dell’alba imminente, ma ancora immatura. Ho il tempo di montare il treppiedi e la macchina fotografica, regolare qualche parametro in quest’ultima e aspettare che il Sole sorga.
Ho subito apprezzato l’ottima stabilità del manfrotto e, come se non bastasse, ho voluto provarlo in condizioni ancora più complicate. Infatti ho abbassatto tutta la struttura portando le gambe ad un’angolazione quasi parallela alla sabbia. Facendo riferimento alla livella a bolla installata sul treppiedi, ho aggiustato di poco la lunghezza di una gamba affinchè tutto fosse perfettamente in piano. Dopo ho regolato la testa [804RC2] e posso ancora dire che anch’essa mi ha fatto un’ottima impressione. La fluidità e la praticità sono il punto di forza di questa testa. Anche in questo caso ho fatto riferimento alla livella a bolla aggiustando di poco l’inclinazione. Ok, ora sono pronto a scattare.
Ed è qui che incontro un simpatico signore, che vien verso di me e mi saluta. Si presenta col nome di Francesco Raciti ed iniziamo a parlare di tecniche fotografiche, parametri e composizione sugli scatti che ci stavamo accingendo a fare. Anche lui aveva con se una EOS 350D, con un SIGMA 70-300 APO DG Macro. Il signor Raciti mi è sembrata una persona veramente in gamba e sono contento che abbia lasciato nel mio blog il suo saluto. Si vede che ha esperienza da vendere e le foto, dal suo sito personale, lo dimostrano. Sono veramente molto belle e hanno tutte qualcosa di magico che ti coinvolge e ti avvolge. Complimenti sig. Raciti, spero di riincontrarla presto
Qualche barca si scorge in lontananza ed io mi concentro per lo più su scatti con tempi lunghi per cercare di immortalare e fondere l’effetto mosso del mare, ma purtroppo con scarsissimi risultati. Io avevo montato inizialmente il plasticotto, ma sono stato costretto a cambiare tipologia di scatto, sostituendo subito l’obiettivo con il più performante 70-300. Il 18-55, in condizioni di poca luminosità, non è per niente adatto e me lo ha dimostrato in moltissime occasioni. Mi devo rassegnare al fatto che non c’è treppiedi che tenga, se alla fine l’obiettivo non è buono, non posso aspettarmi foto buone. Il giorno che avrò il grandangolare dei miei sogni, ci potrò sicuramente riprovare.
Comunque tornando a noi ho provato, in condizioni di scarsa luce, ad una focale circa di 190mm, il 70-300 montato sul treppiedi. Come detto all’inizio tra i vari parametri impostati, ho abilitato il blocco dello specchio e un tempo relativamente lungo (1 secondo). Ho provato diverse modalità di scatto, da TV ad AV ed infine anche in Manuale. In tutte le occasioni potevo solo constatare la perfetta sicurezza e stabilità dell’intera struttura nella fase pre e post scatto. Mi ha veramente soddisfatto e per farlo capire anche a voi, vi faccio vedere la preview della foto che più mi è piaciuta.
A questo punto posso dire che il treppiedi (con testa annessa) è stato promosso a pieni voti: 10 e lode
Ovviamente ho continuato il giro fotografico verso il centro di Catania, e soffermandomi verso la pescheria, ho cercato di cogliere qualche momento particolare da immortalare, ma niente: era ancora troppo presto. Ci riproverò una mattina di queste.
Filed under: fotografia on Febbraio 26th, 2008




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